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Certificati sportivi gratis,Bartoletti (Fimmg):
senza chiarezza proposta inaccettabile

«Il decreto del fare doveva abolire l'obbligo dei certificati sportivi non agonistici per le categorie non a rischio. Se invece l'attività certificatoria cresce al punto che si vuol fare una legge per rendere i certificati gratuiti, qualcosa non va. Noi medici di famiglia potremo pensare di certificare in convenzione quanto ora rilasciamo in libera professione solo se prima vediamo chiarezza».

Il giudizio di Pierluigi Bartoletti vicesegretario Fimmg arriva a gamba tesa sulla richiesta del Movimento 5 Stelle in Friuli Venezia Giulia di mettere a carico della Regione i costi del certificato per minorenni e maggiorenni. Oggi il "nulla osta" per l'attività ludico-motoria non dovrebbe mai essere chiesto mentre quello per le attività amatoriali prestate presso società tesserate Coni, gli sport parascolastici e i giochi della gioventù è a carico del paziente. Il M5S friulano è riuscito a far approvare un ordine del giorno che vincola la Regione a trovare il modo di far avere il certificato gratis dal medico di famiglia e di spendersi a Roma perché il Ministero della Salute riconosca la gratuità dei certificati a livello nazionale. «E' molto strano. Il decreto del fare del 2013 (9/8 ndr) toglie l'obbligatorietà del certificato; le palestre tuttavia continuano a chiederlo in ogni caso, per ogni attività, per motivi assicurativi, insomma lo chiedono tutti; tant'è diffuso che ora qualcuno lo chiede gratis, senza specificare che l'attività certificatoria del medico di famiglia, con le responsabilità che si porta dietro, va remunerata. Quanto accade merita una riflessione - afferma Bartoletti - oggi il medico non sa che deve fare».
Per Bartoletti, il decreto del 2013 andrebbe intanto specificato meglio. «I decreti attuativi usciti in questi due anni santificano la medicina difensiva: impongono il certificato e l'ecg in relazione all'età e ai fattori di rischio mentre dovrebbero tener conto anche della disciplina praticata. Ci sono sia attività ludiche faticose sia sport agonistici come il bridge che si dovrebbero poter praticare a 90 anni. A valle di queste considerazioni, andrebbe limitato al minimo il ricorso ad esami diagnostici, e per le sole categorie per cui questi sono indicati si potrebbe discutere tra stato, regioni e medici di famiglia forme di inserimento in convenzione dell'attività certificatoria del medico. Di certo, di certificare gratis non se ne parla». Il vicesegretario Fimmg ha forti dubbi che l'inserimento del certificato gratuito per legge come indicato dal M5S funzioni: «Secondo la Cassazione, il medico è un libero professionista e la sua attività "pubblica" è limitata ai compiti convenzionali. Finché questi non sono messi nero su bianco, e non sono oggetto di patti, difficile dimostrare che siamo obbligati a fare un qualcosa. Diverso sarebbe dire: visto che le leggi sono bizantine, per liberare la palestra da oneri difensivi vincoliamo solo alcune categorie di pazienti al certificato e per esse determiniamo dei profili di rischio per la cui gestione far riferimento al medico di medicina generale».

Mauro Miserendino

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